09Set

Una mostra al Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” per celebrare i 110 anni dalla pubblicazione del romanzo “Il mio Carso” di Scipio Slataper con opere scelte di venticinque artisti del Novecento custodite nella Collezione d’Arte della Fondazione CRTrieste. L’esposizione, curata da Alessandro Del Puppo, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e dalla Fondazione CRTrieste e si inserisce nel calendario delle iniziative culturali della 54ª Barcolana, la regata più grande del mondo.

Prosegue la collaborazione tra il Comune di Muggia e la Fondazione CRTrieste. Dal 2 settembre 2022 gli spazi del Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” della cittadina istroveneta ospiteranno la mostra “Il mio Carso. Paesaggi e figure dalla Collezione d’Arte della Fondazione CRTrieste”, curata dal professor Alessandro Del Puppo. L’esposizione sarà visitabile fino a domenica 27 novembre, da martedì a venerdì dalle 17 alle 19, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 12.

Sulla scia della continuità anche la scelta del file rouge espositivo: quello letterario. Lo scorso anno “Vita col mare”, romanzo di Stelio Mattioni, quest’anno invece, in occasione dei 110 anni dalla pubblicazione, la scelta è caduta su “Il mio Carso” di Scipio Slataper.

In un allestimento particolare, sono i passi salienti dell’opera di Slataper ad accompagnare il visitatore nel ricostruire l’immagine mitica del Carso come luogo dell’anima, territorio rusticamente poetico e problematicamente identitario. Uno spazio della memoria, dell’idillio e non di rado del dolore – (come i numerosi incendi che lo hanno di recente martoriato) -: una geografia che si rispecchia nella storia e che dalla storia è segnata.

Il percorso presenta paesaggi di pittori triestini e giuliani del Novecento: Guido Grimani, Mario Lannes, Pietro Lucano, Gianni Brumatti, Enrico Fonda, Eligio Finazzer Flori. Ma non solo quelli. È una mostra dove la pittura fissa momenti specifici, come le albe di Enrico De Cillia e Guglielmo Grubissa; i tramonti di Giovanni Napoleone Pellis e di Antonio Vittore Cargnel, ed è anche l’occasione, ancora una volta, per dare lustro ad autori meno noti come Alessio Iussupoff o Carlo Ostrogovich, ma soprattutto per provare a narrare, sulla scorta delle pagine di Slataper, il paesaggio carsico, triestino e giuliano come luogo di perenni opposizioni: città e campagna, esperienza e memoria, energia e abbandono tra autobiografismo vociano e impressionismo visivo.

Per agevolare la visita, la maggior parte delle opere è supportata da una audioguida, scaricabile dal QRcode delle didascalie. Nelle sale del Museo Carà insomma, ognuno troverà il suo Carso.

La mostra si inserisce anche nel calendario delle iniziative culturali di Barcolana 54.