28Nov

Il surrealismo fiabesco di RUDOLF SAKSIDA

Da sabato 3 dicembre 2022, presso il Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” di Muggia, è visitabile la mostra “Piccole cose ma non troppo / Malenkosti, a tudi ne” dedicata al surrealismo fiabesco di Rudolf Saksida (Gorizia, 1913-1984), curata da Jasna Merkù e Massimo Premuda e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, per festeggiare i 110 anni dalla nascita dell’artista goriziano. L’esposizione, nell’ambito di “C’era una volta a Muggia… #6”, presenta principalmente i quadri ad olio realizzati dalla metà degli anni Cinquanta alla metà degli anni Settanta, periodo in cui il mondo del gioco e dell’infanzia entra prepotentemente nelle sue composizioni, ma analizza anche la sua attività come illustratore per l’editoria per l’infanzia e la sua amicizia e collaborazione con il grande scrittore Boris Pahor (Trieste, 1913-2022) recentemente scomparso.
In mostra una quarantina di oli su tela e tavola di medie dimensioni, ma anche ceramiche, libri per l’infanzia con tavole originali a china, due curiosi tavolini decorati per bambini e il video in super8 “Piccole cose ma non troppo / Malenkosti, a tudi ne” del 1969, da cui prende ispirazione il titolo dell’esposizione. L’articolata mostra è stata resa possibile grazie ai generosi prestiti dello Slovensko stalno gledališče / Teatro Stabile Sloveno di Trieste e di Maria Laila Saksida, Marco Spagnolli, Vid Tratnik e Giuliana Volk.

L’ampia mostra al Museo Carà intende rileggere la figura e la poetica dell’artista che, spostandosi fra gli anni Cinquanta e Settanta da Gorizia a Capodistria e infine a Trieste, incontra nuovi ambienti culturali e suggestioni della natura, e raggiunge gli esiti più luminosi della sua ricerca. Così Massimo Premuda sottolinea che: “La produzione di Rudolf Saksida dalla metà degli anni Cinquanta alla metà degli anni Settanta è senza dubbio il periodo più originale del suo percorso. Stilizzando le forme e appiattendo lo spazio, emergono le sue caratteristiche figure che dell’infanzia e del gioco conservano l’immediatezza dell’irriverenza. Bambini e bambine, ma anche spaventapasseri, marionette, maghi, ballerine, pagliacci e suonatori, e ancora tori, cavalli, gatti e tanti uccelli e oggetti volanti, dagli aerei di carta agli aquiloni, popolano i suoi quadri in città dai cieli verdi costruite con i cubetti di legno colorati. Le atmosfere surreali, magiche e misteriose, legate alla notte e ai cicli lunari, lo avvicinano al Realismo magico triestino, ma il respiro della sua pittura e dei temi affrontati lo fa distinguere come “il più europeo fra i pittori della nostra regione”, come lo definì lungimirantemente negli anni Ottanta il grande critico Giulio Montenero.”

In mostra, come detto, anche molti libri per l’infanzia, dalle prove di stampa per “Martin Krpan” del 1951, ai volumi “Storia del cavalluccio marino / Zgodba o morskem konjičku” 1953 in edizione italiana e slovena, per finire con le tavole originali a china su carta per “Mali samouk / Piccolo autodidatta” scritto da Boris Pahor nel 1963, e infine articoli e recensioni scritti da Pahor sull’artista. A tal proposito Jasna Merkù evidenzia che: “Saksida si è distinto anche nel settore della progettazione grafica come cartellonista; sin dagli esordi ha affiancato infatti alla sua produzione artistica quella delle arti applicate. Vignettista e caricaturista, ha collaborato con il periodico di Trieste El Melon e pubblicato sul giornalino della Scuola Allievi Ufficiali di Lucca, ma è nel dopoguerra che si è dedicato più intensamente all’illustrazione per l’infanzia emergendo per la capacità evocativa e narrativa delle sue tavole che stilisticamente riflettevano il rinnovamento delle arti visive del tempo. Versatile nella scelta della tecnica espressiva adottata, spaziava dal tratto a china ai pastelli a cera, fino alle tavole a tempera a pagina piena, ma osando anche con il collage nel caso delle copertine per i libri di testo. Facendo uso della fotografia, ha creato assieme ai suoi allievi della scuola di Capodistria il primo fotoromanzo sloveno nel 1953. Consapevole dell’importante ruolo educativo delle immagini, ha saputo sapientemente coniugare l’aspetto estetico, fornire stimoli creativi ed offrire nuovi spunti visivi che vanno ad integrare la parola scritta.”

La mostra prevede infine quattro eventi collaterali pensati proprio per i più piccoli, domenica 4 dicembre e 22 gennaio, sempre alle 17 al Teatro Verdi, due spettacoli della rassegna “PiccoliPalchi” dell’ERT FVG con, rispettivamente, “Le canzoni di Rodari”, teatro d’attore e musica dal vivo dai 6 anni, e “Jack e il fagiolo magico”, teatro di figura e attore dai 3 anni, mentre domenica 11 dicembre e 15 gennaio, sempre alle 10.30 direttamente al Museo Carà, due appuntamenti di avvicinamento alla lettura di Nati per Leggere con “#ABASSAVOCE speciale Animali fantastici” per bambini dai 3 anni in su.
La mostra potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 29 gennaio 2023 con il seguente orario: da martedì a venerdì 17-19, sabato 10-12 e 17-19, domenica e festivi 10-12, e al bookshop del museo sarà disponibile il catalogo antologico “Saksida, pittore cantastorie / slikar pravljičar” edito da ZTT EST nel 2016.

22Nov

STAGIONE 22/23

Dal 6 novembre 2022 al 30 marzo 2023 riparte la “Stagione 22/23” del Teatro Comunale “Giuseppe Verdi” in collaborazione con l’ERT FVG e con il sostegno della Fondazione Foreman Casali, in attesa del centenario del nostro Teatro Verdi!
Ecco tutti i dettagli su biglietti e abbonamenti, e le info sui 9 spettacoli in cartellone, scaricando il libretto: Stagione 22/23
campagna abbonamenti presso La Rambla agenzia viaggi, Corso Puccini 21, Muggia – 040 271754
dal 5 al 15 ottobre rinnovo abbonamenti
dal 16 ottobre nuovi abbonamenti e prevendita biglietti

22Ott

IL MIO CARSO paesaggi e figure dalla Collezione d’Arte della Fondazione CRTrieste

Una mostra al Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” per celebrare i 110 anni dalla pubblicazione del romanzo “Il mio Carso” di Scipio Slataper con opere scelte di venticinque artisti del Novecento custodite nella Collezione d’Arte della Fondazione CRTrieste. L’esposizione, curata da Alessandro Del Puppo, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e dalla Fondazione CRTrieste e si inserisce nel calendario delle iniziative culturali della 54ª Barcolana, la regata più grande del mondo.

Prosegue la collaborazione tra il Comune di Muggia e la Fondazione CRTrieste. Dal 2 settembre 2022 gli spazi del Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” della cittadina istroveneta ospiteranno la mostra “Il mio Carso. Paesaggi e figure dalla Collezione d’Arte della Fondazione CRTrieste”, curata dal professor Alessandro Del Puppo. L’esposizione sarà visitabile fino a domenica 27 novembre, da martedì a venerdì dalle 17 alle 19, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 12.

Sulla scia della continuità anche la scelta del file rouge espositivo: quello letterario. Lo scorso anno “Vita col mare”, romanzo di Stelio Mattioni, quest’anno invece, in occasione dei 110 anni dalla pubblicazione, la scelta è caduta su “Il mio Carso” di Scipio Slataper.

In un allestimento particolare, sono i passi salienti dell’opera di Slataper ad accompagnare il visitatore nel ricostruire l’immagine mitica del Carso come luogo dell’anima, territorio rusticamente poetico e problematicamente identitario. Uno spazio della memoria, dell’idillio e non di rado del dolore – (come i numerosi incendi che lo hanno di recente martoriato) -: una geografia che si rispecchia nella storia e che dalla storia è segnata.

Il percorso presenta paesaggi di pittori triestini e giuliani del Novecento: Guido Grimani, Mario Lannes, Pietro Lucano, Gianni Brumatti, Enrico Fonda, Eligio Finazzer Flori. Ma non solo quelli. È una mostra dove la pittura fissa momenti specifici, come le albe di Enrico De Cillia e Guglielmo Grubissa; i tramonti di Giovanni Napoleone Pellis e di Antonio Vittore Cargnel, ed è anche l’occasione, ancora una volta, per dare lustro ad autori meno noti come Alessio Iussupoff o Carlo Ostrogovich, ma soprattutto per provare a narrare, sulla scorta delle pagine di Slataper, il paesaggio carsico, triestino e giuliano come luogo di perenni opposizioni: città e campagna, esperienza e memoria, energia e abbandono tra autobiografismo vociano e impressionismo visivo.

Per agevolare la visita, la maggior parte delle opere è supportata da una audioguida, scaricabile dal QRcode delle didascalie. Nelle sale del Museo Carà insomma, ognuno troverà il suo Carso.

La mostra si inserisce anche nel calendario delle iniziative culturali di Barcolana 54.

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